
L’approccio che utilizzo è un modello di dialogo,in cui ciò che conta è stare con le fantasie,i sogni, i movimenti , i desideri, il linguaggio dei bambini, per capire il significato dei loro problemi.
Questo metodo, come nella migliore tradizione GESTALTICA stabilisce un ponte tra corpo, emozioni e volontà.
Il comportamento asociale o “anormale” non viene visto come una reazione che va sostituita con un comportamento più adattato. Esso diventa un atto creativo, un tentativo di risolvere una situazione difficile.
ALCUNE TECNICHE che utizzo con i bambini sono:
- LA FANTASIA – Con la fantasia possiamo scoprire qual è il modo di procedere del bambino. Di solito il modo in cui il bambino fa le cose e si muove nel suo mondo fantastico è uguale al modo in cui si muove nella vita. Attraverso la fantasia, possiamo penetrare nel mondo interiore del suo essere. Possiamo portare alla luce ciò che è nascosto o evitato e possiamo anche scoprire dalla sua prospettiva cosa sta succedendo nella vita del bambino.
- DISEGNO LIBERO – Attraverso il disegno o la pittura i bambini possono essere aiutati ad esprimere le loro emozioni e a prendere consapevolezza di se stessi e della loro esistenza nel mondo.
- STORIE – Usare storie in terapia significa inventarne per raccontarle ai bambini o fare in modo che siano loro ad inventarle. Si possono leggere sui libri; si possono scrivere;si può usare del materiale illustrato. Poiché la storia del bambino è una proiezione, generalmente riflette qualcosa della sua situazione di vita.
PROBLEMI SPECIFICI DI COMPORTAMENTO cioè quei particolari comportamenti che portano i bambini in terapia:
- AGGRESSIVITA’
- BASSA AUTOSTIMA
- SENSO DI COLPA
- AUTISMO
- LA SOLITUDINE
- ESPERIENZE TRAUMATICHE
- SINTOMI FISICI
- PAURE
- IL BAMBINO CHIUSO
- IL BAMBINO IPERATTIVO
AGGRESSIVITA’
Nel bambino che adotta comportamenti ostili, importuni, distruttivi percepisco sentimenti di profonda rabbia, di rifiuto, insicurezza, ansia. Non sa e non vuole esprimere ciò che sente e ha paura di farlo e quindi sente che è così che deve fare per poter sopravvivere. Il bambino non sa affrontare un ambiente che gli suscita rabbia e paura. Non sa come gestire i sentimenti che un ambiente ostile genera in lui. E così quando scoppia è perché non sa che altro fare. Solitamente un bambino non diventa aggressivo all’improvviso. Di solito il processo è graduale. Sicuramente aveva espresso i suoi bisogni con modalità più sottili, ma di solito gli adulti non vi prestano attenzione finchè il bambino non esagera. Questi comportamenti, percepiti dagli adulti come anti-sociali sono in realtà un tentativo disperato di ristabilire una connessione sociale. Di solito il problema è costituito più dai genitori dai loro sentimenti e dalle loro reazioni al figlio.
IL BAMBINO IPERATTIVO può avere difficoltà a stare seduto, si agita, non sa stare fermo, a volte parla troppo, fa baruffa con altri bambin, rompe gli oggetti, fa cadere le cose, si distrae facilmente. Questi bambini a volte cercano semplicemte di evitare sentimenti dolorosi. Spesso sono ansiosi, hanno paura o sono arrabbiati. Quando questi bambini ricevono l’ attenzione di qualcuni, vengono ascoltati e sono presi sul serio, in qualche modo sono in grado di ridurre al minimo i sintomi.