Per cambiare diventa ciò che sei
La teoria paradossale del cambiamento
Diventare se stessi, conoscersi, scoprire le proprie potenzialità, affermare la propria individualità nel mondo come obiettivo per raggiungere la felicità e il benessere.
La scoperta di sé è un concetto fondamentale ripreso dalla Psicoterapia della Gestalt, fondata sulla visione unificatrice dell’uomo e sulla centralità della dimensione relazionale, la quale individua nell’essere se stessi l’obiettivo del lavoro terapeutico.
Nella teoria paradossale del cambiamento, Beisser afferma che “Il cambiamento avviene quando una persona diventa ciò che è, non quando cerca di diventare ciò che non è” (1971).
Un pensiero conciso che dice tanto: il cambiamento non ha luogo attraverso le imposizioni da parte della persona o di un altro individuo per raggiungere ciò che si pensa di dover essere, ma è possibile quando ci si concede il tempo e l’energia di essere ciò che si è, maturando la consapevolezza del proprio modo di stare al mondo, dei propri bisogni autentici, come punto di partenza per ottenere la realizzazione di essi, mobilizzando le risorse disponibili e sviluppando le proprie potenzialità.
Il cambiamento è un processo naturale di crescita e avviene attraverso un processo di consapevolezza crescente, attraverso contatti e assimilazioni successivi.
Brevemente possiamo dire che essere se stessi significa dipanare le false rappresentazioni di sè, maturare la consapevolezza e l’accettazione delle diverse parti e delle loro manifestazioni: come sosteneva Perls, sperimentare gli opposti senza volerli eliminare, superando in questo modo l’eterno dualismo tra le polarità.
Quando una persona decide di intraprendere un percorso di psicoterapia o supporto psicologico è mossa dalla necessità di cambiamento in direzione del benessere e diventa compito del professionista aiutarla a maturare la consapevolezza delle istanze conflittuali, facilitando la visualizzazione e l’identificazione di esse, per arrivare all’integrazione tra le diverse qualità che la caratterizzano; per ottenere questo occorre partire dal contatto con il proprio sentire, dal rendersi conto di come ci si sente e quali emozioni ci attraversano; solo così si possono co-costruire col terapeuta rappresentazioni e progetti esistenziali capaci di riportare la persona sulla via del benessere.
“Ogni individuo, ogni pianta, ogni animale ha solo uno scopo: realizzarsi per quel che è. Una rosa, è una rosa. La rosa non ha nessuna intenzione di realizzarsi come canguro” (F. Perls, 1969).